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Il Fungo del mese: Maggio


Echinoderma asperum (Pers.) Bon, 1991




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricacaceae, Genere Echinoderma, specie Echinoderma asperum (Pers.) Bon, 1991.

Nome comune: non noto.

Origine nomenclatoria: dal greco echino (=aculeo) + derma (cute) e dal latino asperum (= irto), per l’aspetto aculeato della cuticola, del margine anulare.

Basidioma: pileo-stipitato; eterogeneo, da tozzo a slanciato a seconda della fase di sviluppo, a silhouette agaricoide-tricolomoide, di dimensioni medio-grandi, per lo più a crescita gregaria.

Imenoforo: a lamelle libere, fitte, piuttosto fragili, a tagliente crenulato, di colore bianco, bianco-panna.

Pileo: fino ad oltre 15 cm; da giovane subgloboso-ellissoide, poi convesso, mai totalmente appianato, con largo umbone, a margine involuto e, con l’età, appendicolato; cuticola fibrosa, asciutta smembrata in squame conico piramidali labili, da bruno-ocracee a bruno-fulvastre fino a bruno vinaccia, fitte al centro e diradate verso il margine; tra di esse si nota il sottocute bianco; disco rosso- bruniccio.

Stipide: cilindrico, ma bulbosetto in basso; fistoloso, biancastro al disotto delle lamelle, subconcolore al cappello al disotto dell’anello che è ampio, submembranaceo, a margine ornato-perlato da resti del velo universale.

Carne: eterogenea, scarsa, tenera; bianca nel cappello, giallina nel gambo; odore forte ed ingrato, simile a frutta matura; sapore dolciastro (non assaggiare).

Spore: 9x4,5 μm, ellittiche-cubcilindriche, lisce, a reazione destrinoide, ad apicolo laterale; la colorazione in massa è bianca.

habitat: saprotrofo, in parchi, prati, aiuole, anche su terre compatte, sotto aghifoglie (Cedrus, Pinus, Pseudotsuga)o latifoglie (Prunus, Quercus); dalla tarda primavera all’autunno.

commestibilità: tossico gastrointestinale.

osservazioni: non frequente, solitamente più diffuso delle congeneri; variabile per aspetto e dimensioni.

Confondibilità: difficile confonderlo con Macrolepiota sp. per il velo e le squame fragili, nonché l’odore sgradevole; più facile confonderlo con altre specie di Echinoderma; aiuta molto la microscopia.

   
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