Questo sito utilizza cookie tecnici, di sessione e analytics (utilizzati per raccogliere informazioni, in forma aggregata) per offrire una migliore navigazione. Qualsiasi diverso utilizzo dei cookie (quelli di profilazione) non dipendenti dal sito ma da soggetti esterni sono chiaramente ignoti. Navigando sul sito o digitando sul pulsante chiudi acconsenti all'utilizzo della nostra politica di utilizzo dei cookie. Per saperne di più digita sul pulsante maggiori informazioni.

Mondo Funghi  

   

Link associati  

   
Il Fungo del mese: Settembre


Lepiota subincarnata J.E. Lange, 1940




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricacaceae, Genere Lepiota, specie
Lepiota subincarnata J.E. Lange, 1940,


Nome comune: non noto

Origine nomenclatoria: dal latino sub + incarnata = lievemente color carne.

Basidioma: pileo-stipitato; eterogeneo, da tozzo a quasi slanciatoa seconda della fase di sviluppo, a silhouette agaricoide-collibioide, di dimensioni medio-piccole, per lo più a crescita gregaria.

Pileo: fino a 5 cm; da giovane subgloboso-ellissoide, poi convesso, infine appianato ed umbonato, a margine talvolta revoluto con l’età ed appendicolato; cuticola asciutta smembrata in minute squamuleda bruno-fulvastre a rosaceo-ocracee diradate in periferia, tra di esse si nota il sottocute bianco; disco rosso- bruniccio.

Imenoforo: a lamelle libere, mediamente fitte, piuttosto fragili,di colore bianco-panna.

Stipite: cilindrico; biancastro-incarnato, ricoperto da fioccosità e squamulature anche distribuite in semianelli, al disotto della zona anulare che è supera, fugacissima e di consistenza lanosa di colore bianco.

Carne: eterogenea, scarsa, tenera; bianca; odore lieve, simile a frutta matura; sapore dolciastro (non assaggiare).

Spore: 6x3 μm, ellittiche, lisce, a reazione destrinoide, non metacromatiche; il poro germinativo è assente; la colorazione in massa è bianca.

Ambiente di sviluppo: saprotrofo, frequentemente in parchi, prati, aiuole, anche su terre compatte, sotto aghifoglie (Cedrus, Pinus, Pseudotsuga)o latifoglie (Prunus, Quercus); dalla tarda estate all’autunno.

Commestibilità: tossico mortale; causa sindrome falloidea con grave danno epatico.

Osservazioni: non frequente, solitamente più diffuso in aree antropizzate più degradate e ricche di nitrati; variabile per aspetto; è oggi sinonimizzato con L. josserandi Bon & Boiffard, 1974 che per alcuni autori avrebbe manifestazioni macroscopiche differenti pur apparendo sovrapponibile a livello microscopico.

Confondibilità: difficile confonderlo se non con altre Lepiota di piccola taglia o con qualche Agaricus di piccole dimensioni; nel primo caso ci troveremmo di fronte funghi tossici se non mortali, nel secondo funghi non apprezzabili. Al dilà di tali considerazioni si sono verificati casi di intossicazione particolarmente severi che, per quanto personalmente constatato, derivavano non dalla confondibilità del fungo quanto dalla eccessiva spregiudicatezza ed inconsapevolezza del raccoglitore.

   
© 2013 A.Mi.T. all rights reserved