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Il Fungo del mese: Ottobre


Leucopaxillus gentianus




Inquadramento sistematico e tassonomico: Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Tricholomataceae Genere Leucopaxillus, specie Leucopaxillus gentianeus (Quél.) Kotlaba, 1966.

Nome comune: non noto

Origine nomenclatoria: dal greco leukós = bianco e dal latino gentianeus = della genziana (per il sapore amaro)

Basidioma: pileo-stipitato; omogeneo, da tozzo a quasi slanciato a seconda della fase di sviluppo, a silhouette agaricoide, le dimensioni sono medie; per lo più a crescita gregaria.

Pileo: fino a 12 cm; da giovane emisferico, poi convesso, infine appianato con ampia depressione centrale; il margine da giovane è involuto, a maturazione diventa disteso spesso con delle ondulazioni e costolature, la cuticola è asciutta, la superficie si presenta tomentosa, squamulosa infine glabra; la cuticola è di colore bruno scuro, vinoso fino a diventare un bruno - cannella, con il margine più chiaro.

Imenoforo: a lamelle adnate con dentino, molto fitte e con lamellule, separabili, di colore bianco da giovane poi bianco panna fino a bianco con soffusioni rossastre negli esemplari vecchi.

Stipite: cilindrico - clavato; piuttosto dritto o poco incurvato, biancastro imbrunente al tocco, bulboso, da giovane più lungo del cappello, poi a maturità più corto e tozzo, la superficie è finemente striata longitudinalmente.

Carne: omogenea, bianca soda ed elastica, odore gradevole e intenso di farina o erba stropicciata; sapore amarissimo.

Spore: 4-6,2 x 4-6 μm, ellittiche, ialine, a superifice finemente verrucosa; la colorazione in massa è bianca.

Ambiente di sviluppo: cresce nei boschi di conifera e latifoglia, spesso associato ad Erica sp., dalla tarda estate al tardo autunno.

Commestibilità: specie non commestibile a causa del sapore amaro.

Osservazioni: non frequente, lo si trova in ambienti umidi e ricchi di humus; cresce da singolo fino a gruppi anche piuttosto numerosi.

Confondibilità: Alcune specie di Tricholoma sez. Albobrunnea, potrebbero assomigliarvi per via del sapore amaro e dell’odore di farina; questi sono, tuttavia, riconoscibili dalla superficie della cuticola liscia e per le spore lisce

   
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